CANTO PER LA METROPOLI NORD EST
Ecco il 2 Aprile, alle 21:00, debuttare presso l’Auditorium della Biblioteca di Montebelluna lo spettacolo “Canto per la Metropoli Nord Est” tratto da un fortunato libro di Gigi Copiello “Manifesto per la Metropoli Nord Est” edito da Marsilio. E’ uno spettacolo dove io (Pino Costalunga) sono la voce, colui che dice, Ian Lawrence Mistrorigo ha composto le musiche e suona il piano, Paolo Bressan suona i fiati e Gabriele Grotto la batteria e le percussioni. Chicco Bognolo fa le luci e la fonica.
Lo spettacolo è inserito nel Festival delle Città Impresa, dislocato in molti punti “cruciali” del Veneto (…e non solo). Il nostro spettacolo sarà, oltre che a Montebelluna, il 4 a Rovereto (al Museo Mart) ed il 5 nell’ Ex Lanificio Conte di Schio in provincia di Vicenza (vedi home page).
Parlare di Nord Est è difficile perché se ne parla tanto (…troppo?), ma Gigi Copiello nel suo libro lo fa in maniera semplice, efficace e toccante. Per questo, quando lo scorso anno ho avuto in mano questo piccolo libretto e l’ho letto, mi è venuto da dire a Gigi :« Sarebbero cose belle da raccontare!». A Gigi l’idea di trarne uno spettacolo è piaciuta e così ai responsabili della Marsilio ai quali abbiamo esposto l’idea.
Ed ecco qui lo spettacolo: avevamo il libro di Gigi…come usarlo? Una lettura scenica ci sembrava la cosa più efficace. Lettura scenica con musica, una musica composta appositamente per sottolineare e scandire i momenti e le atmosfere.
L’altro problema: lasciare il testo così (certo, bisognava farne una riduzione, perché il testo è comunque abbastanza lungo) o contaminarlo con altri testi? E poi: che testi? Ci sono testi bellissimi in giro che parlano della città, della metropoli e che si sarebbero prestati egregiamente: basti pensare solo a due testi, l’italiano Calvino delle Città Invisibili (tra l’altro già citato nel testo di Copiello e quindi pure da noi) e il non italiano Paul Auster della Trilogia di New York. Ci venne però paura, ci sembrava un lavoro molto interessante, ma con molti rischi di “perdita”, perdita nostra e del pubblico. Volevamo che il bel testo di Gigi restasse a dominare la scena. Forse se fossimo restati nel Veneto? Allora subito venne alla mente l’incredibile e bellissimo libro di quello che a mio avviso è stato uno dei più grandi scrittori del Nord Est del recente passato, e cioè Guido Piovene ed il suo “Viaggio in Italia”, làddove nella prima parte parla di Vicenza, Treviso eccetera. Quello che di Piovene, dell’artista Piovene, è la caratteristica più interessante in quelle pagine è che sembra aver visto cose che nessuno aveva visto in quegli anni (siamo negli anni ‘50) e che i commentatori, esperti, giornalisti hanno visto solo molto più tardi. Ma oltre a Piovene, cose interessanti si potevano trovare in altri veneti, moltissimi, fino ad arrivare ai contemporanei (lo stesso Trevisan dei quindicimila passi) o ai moltissimi articoli giornalistici (in primis i lucidi interventi di Ilvo Diamanti).
Niente di tutto questo: affascinante il percorso, col rischio ancora una volta di essere troppo, di perdersi! Ecco allora che il testo di Copiello è stato mantenuto integroe testo dominante dello spettacolo: il testo così com’era. C’è una scelta di “fare dei tagli”, naturalmente, che “l’attore” ha fatto seguendo soprattutto delle ragioni di tipo spettacolare oltre che contenutistico, e tre brevi inserimenti di testi poetici, tutti in dialetto, Ruzante (quindi ‘500) - che in uno spettacolo sul Veneto dove c’è Pino Costalunga non può mai mancare, ma di cui sentirete la grandezza e l’attualità nelle sole due frasi che verranno lette. Nonché due brevissime poesie di Zanzotto ed una breve di Calzavara………
E poi la musica………..
Vi aspetto e aspetto pure dei vostri commenti - a spettacolo visto - su questo blog
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